«domenica, 24 maggio 2009»
(nebula91 @ 23:02; commenti (1))

dimessa!;
Uscita, finalmente. *_*
Sì, siamo tutti d'accordo che due giorni e mezzo all'ospedale non sono la fine del mondo e che c'è chi sta molto peggio di me a questo mondo, ma voglio fare il piccolo esserino egoista e gongolare di felicità per essere tornata a casa.
L'emocultura è in lavorazione e ci vorranno giorni per la risposta degli esami. Inoltre in settimana mi chiameranno per un altro esame, sempre mirato alla ricerca di un'endocardite.
Io sono fiduciosa da una parte e credo che non la troveranno, dall'altra sono assolutamente pessimista: neanche questa volta avranno capito cos'ho e saremo nuovamente da capo.
Ma adesso non importa, ci penserò poi.
Comunque i giorni di ricovero non sono stati così pesanti grazie alle visite. *_* Mamma era praticamente sempre lì, Vale e Manuel son venuti e mi hanno portato anche il gelato da Tony, papà è venuto e Delia sabato è venuta ad entrambi gli orari di visita facendo avanti e indietro da Ladispoli! ç_ç Se non ci fosse Deliuzza toccherebbe inventarla, dico io.
Poi, negli altri momenti c'era chi lì non poteva esserci ma c'era in vie tecnologiche. Insomma, non mi hanno fatto sentire poi tanto sola. <3
Anche perché c'era anche l'amica lettura con me. "L'ombra del vento" di Zafòn mi ha avvolto come una morbida coperta di quelle che nelle sere in cui il freddo è ancora debole ma insistente sono la cosa più piacevole che c'è (ed io sono l'incarnazione di Linus per quanto riguarda l'amore per le coperte). Inoltre, insieme a quell'effetto coperta, piano piano nella storia si insinua quel tocco di giallo che mi ha ricordato i tempi in cui mangiavo romanzi di questo genere come fossero cioccolatini. Insomma, mi sta piacendo e mancano poche pagine alla fine (vietati gli spoiler o.o). **

Comunque spero solo che presto torni tutto alla normalità e soprattutto spero che giovedì vada come deve andare: Arch Enemy, aspettatemi. *_*   

*se ne va via gongolando ancora un po'*
 
In concerti, lettura, grazie, tachicardia.
«giovedì, 21 maggio 2009»
(nebula91 @ 14:17; commenti (1))

In my time of neeed;
Sintesi dei fatti:

20 aprile
Primo attacco di tachicardia, corsa all'ospedale, giornata al pronto soccorso, nel cuore della notte la decisione di ricoverarmi.

21 aprile
Altri controlli (approssimativi e non specifici) e poi la scelta di dimettermi senza chiudere la cartella clinica per fare dei controlli da dimesso protetto.

Fine aprile - inizio di maggio
Controlli, visite, ecografia alla tiroide. Conclusione: salute perfetta.
Il 14 sarei dovuta andare in ospedale a chiudere la cartella clinica, ma per via dello spettacolo abbiamo preso l'appuntamento con il primario il giovedì successivo: il 21 maggio.

15 maggio
Resto a casa per via di uno sciopero degli autobus e in mattinata accuso sintomi influenzali (febbre, raffreddore, male ai muscoli e alle ossa).

16 maggio
Vado da un medico privato (quella che era stata la mia pediatra) per un consulto sull'episodio delle tachicardia.

18 maggio
Faccio le analisi prescritte dalla dottoressa e dai risultati lei deduce che ho la Febbre Reumatica da Streptococco.

19-20 maggio
Inizia la cura per sconfiggere quest'infezione.

21 maggio
Colloquio con il primario del S. Camillo per chiudere la cartella clinica. Facciamo vedere al medico le analisi fatte il 18 e lui va a consultarsi con i colleghi.
Ritengono che la diagnosi sia troppo sbrigativa. Dicono che è vogliono ricoverarmi per verificare o meno la presenza di un'endocardite (infezione al cuore decisamente più grave).
La dottoressa privata dice che è meglio accettare il ricovero (anche se è certa che la sua diagnosi della febbre reumatica sia quella giusta) per stare sicuri.





Vorrei qualcuno qui con me.




ST: Opeth - In My Time Of Need

I can't see the meaning of this life I'm leading
I try to forget you as you forgot me
This time there is nothing left for you to take, this is goodbye

Summer is miles and miles away
And no one would ask me to stay

And I should contemplate this change
To ease the pain
And I should step out of the rain
Turn away

Close to ending it all, I am drifting through the stages
Of the rapture born within this loss
Thoughts of death inside, tear me apart from the core of my soul

Summer is miles and miles away
And no one would ask me to stay

And I should contemplate this change
To ease the pain
And I should step out of the rain
Turn away

At times the dark's fading slowly
But it never sustains
Would someone watch over me
In my time of need
In musica, tachicardia.
«sabato, 09 maggio 2009»
(nebula91 @ 16:29; commenti )

Hope Leaves;
Hope Leaves

In the corner beside my window
There hangs a lonely photograph
There is no reason
I'd never notice
A memory that could hold me back

There is a wound that's always bleeding
There is a road I'm always walking
And I know you'll never return to this place

Gone through days without talking
There is a comfort in silence
So used to losing all ambition
Struggling to maintain what's left

Once undone, there is only smoke
Burning in my eyes to blind
To cover up what really happened
Force the darkness unto me

E pensare che ho iniziato ad ascoltare questa canzone per caso, oggi. E' sempre così con i testi degli Opeth: inizio ad ascoltare una canzone, trovo che il ritmo si adatta a quel momento, leggo il testo e scopro che anche il testo calza a pennello. Sembra che siano stati scritti per me.
In musica, sensazioni.